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L'opera per pianoforte solo di Sándor Veress, qui rappresentata
in forma integrale, occupa una posizione specifica entro la produzione
complessiva del compositore, poiché risale a un periodo anteriore
rispetto al definitivo insediamento dell'artista ungherese a Berna,
avvenuto verso la fine del 1949 (allo stesso anno sarebbero forse
da ricondursi i 5 Klavierstücke, non datati e pervenuti a
noi nella sola veste di manoscritto). Quasi tutti i brani vedono
realizzata nel disco la loro prima incisione assoluta, alcuni di
essi, sinora mai pubblicati, esistono esclusivamente all'interno
di spartiti autografi conservati a Basilea presso gli archivi della
Paul-Sacher-Stiftung.
Notevole e la varieta stilistica esibita da Veress in questi pezzi,
dove di volta in volta nuove possibilita di scrittura vengono sperimentate
con esiti originali che denotano la perizia e sensibilita artistica
del compositore. Rende omaggio a Bartók il carattere percussivo
della Sonata per pianoforte (1929), scelta dall'autore stesso
a segnare come opus primo l'inizio del suo catalogo, sottolineando
cosi l'importanza di tali pagine nel contesto del proprio percorso
creativo. Nella successiva Sonatina per pianoforte (1932),
le cui dimensioni ridotte non devono trarre in inganno riguardo
le difficolta da questa offerte all'esecuzione, con raffinatezza
vengono reinterpretati in chiave moderna forme e stilemi caratteristici
del Barocco.
Di una diretta quanto capillare ispirazione al folklore ungherese
e invece teatro il ciclo Zwanzig Klavierstücke, edito solo
a frammenti e mai inciso in forma integrale, il quale propone una
sequenza organica di brevi sezioni dove appaiono rielaborati canti
e danze tradizionali. Un linguaggio ancora diverso affiora infine
nei 5 Klavierstücke, rinvenuti postumi nell'archivio privato
di Veress: allontanandosi infatti dalla musica popolare, qui la
scrittura e intesa esplorare il potenziale timbrico dello strumento
in una trama sonora piu ricercata e cangiante.
Nella seconda parte del CD appaiono tutti i lavori pedagogici dell'autore
con la sola esclusione del metodo Fingerlarks. Ognuno di
questi brani, pensati per allievi di eta compresa tra l'infanzia
e la prima adolescenza, guida il giovane pianista al superamento
di difficolta precise, attentamente commisurate al livello di perizia
manuale gia conseguito dall'esecutore.
Fecondo compositore ed etnomusicologo, Sándor Veress reco un apporto
significativo alla musica ungherese ed europea del Novecento in
quanto funse da anello di congiunzione tra due importanti generazioni
d'artisti: da un lato infatti ebbe modo di studiare presso Béla
Bartók e Zoltán Kodály, dall'altro sono da annoverarsi tra i suoi
allievi György Kurtag e György Ligeti. Pari rilevanza riveste inoltre
l'influsso da lui esercitato a partire dagli anni '50 sulla vita
culturale svizzera, poiché contribui alla formazione di personalita
di spicco come Heinz Holliger e Jürg Wyttenbach.
Nato il primo febbraio 1907 a Kolozsvár, in Transilvania, dallo
storico Endre Veress e il contralto Mária Méhely, a otto anni il
compositore inizio a studiare pianoforte con la madre per proseguire
l'anno successivo a Budapest, dove la famiglia si era nel frattempo
trasferita, sotto la guida di Mária Dömény. Nella capitale ungherese
frequento a partire dal 1923 l'Accademia di Musica "Franz Liszt"
prendendo lezioni in principio da Emánuel Hegyi e poi da Béla Bartók,
presso il quale nel '32 consegui il titolo d'insegnante di pianoforte,
mentre gia nel '29 aveva concluso con il diploma in composizione
gli studi intrapresi sotto Kodály nel '25.
Al periodo compreso tra il '29 e il 33 risalgono invece le prime
esperienze compiute dall'autore tanto sul piano pedagogico quanto
nell'ambito dell'etnomusicologia, cui fu allora iniziato da László
Lajtha: in quegli anni Veress concilio l'impegno didattico in diverse
scuole cittadine con il lavoro volontario al dipartimento di musica
popolare del museo etnografico di Budapest. Assistente di Bartók
presso l'Accademia Ungherese delle Scienze (1932-1946), il compositore
svolse sino alla partenza definitiva dall'Ungheria una densa attivita
sia pedagogica che di ricerca, arricchita da diversi viaggi di studio
all'estero come da escursioni d'interesse etnomusicologico.
Le sue partiture avevano allora iniziato ad essere eseguite, ma
il 6 febbraio 1949 scelse per motivi politici di abbandonare per
sempre la patria e da Stoccolma, dove si trovava per la rappresentazione
del balletto Térszili Katicza, si diresse direttamente a
Roma con l'intento di emigrare poi negli Stati Uniti. Il 16 novembre
1949 giunse invece a Berna, incaricato di tenere all'universita
locale un corso di etnomusicologia, ma sebbene tale contratto si
limitasse al solo semestre invernale seguirono subito altri impieghi,
dapprima al Conservatorio in veste d'insegnante di teoria e composizione
(dal 1950), piu tardi - tra il '68 e il 77 - presso il seminario
di musicologia dell'ateneo, divenendo titolare delle cattedre di
Etnomusicologia e di Musica del XX secolo.
Sino alla morte, avvenuta per cancro il 4 marzo 1992, domicilio
di Veress rimase quindi Berna, da cui si allontano in diverse occasioni
per soggiorni quale professore ospite alle universita di Baltimora,
Adelaide e Portland ('65-'67; '72); membro dal 1974 dell'Associazione
dei Compositori Svizzeri, l'artista vide la propria opera insignita
di alcuni premi e riconoscimenti a livello tanto cantonale quanto
federale. Consegui la cittadinanza elvetica tre mesi prima della
scomparsa.
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